Era quindi inevitabile che l’IMPACT andasse a intaccare l’immaginario popolare per eccellenza, quello dell’icona universale. Sempre più numerosi personaggi della storia assurgono al rango di icone, capaci di trasmettere uno o più significati immediati grazie ai fotografi che ne ha catturato e immortalato una inconfondibile immagine logotipica. La macchia di Julian si scaglia contro personaggi e momenti consacrati nel medesimo istante dalla storia, dalla televisione e dal web. La macchia colorata può corrompere, distogliere l’attenzione, ironizzare, ravvivare, stigmatizzare, sottolineare un particolare significato dell’immagine, ma non lo fa deliberatamente, né è nelle intenzioni dell’artista scegliere una o l’altra prospettiva critica. Noi soltanto carichiamo di senso quell’ulteriore livello iconografico posto semplicemente a interagire con l’immagine di partenza. L’IMPACT ha in questo caso radici nelle modificazioni degli anni cinquanta più che nel citazionismo successivo. La modificazione puntava a intervenire pittoricamente su un’immagine preesistente per alternarne o stravolgerne il significato. Tuttavia, per Julian T non è il significato dell’immagine a dover mutare ma il nostro sguardo su di essa. L’intuizione di Julian è sottile: l’icona resta riconoscibile, con tutti i suoi significati pregressi, mentre a cambiare è soltanto l’apparenza superficiale: all’iconografia di base se ne aggiunge un’altra informe e pressoché casuale

                                                                                                                                                                                                 Testo di Luca Bochicchio.